Danimarca

Come Arrivare

Partendo dal nord Italia, sono più o meno 1200km i chilometri da percorrere fino al confine tedesco-danese. Sia che passiate dal Brennero o dalla Svizzera, il punto più ostico saranno i lavori in corso lungo le autostrade tedesche, che nei mesi estivi vengono annualmente manutenzionate. Preparatevi quindi in anticipo a code lungo la A7, che negli ultimi anni sta diventando un incubo per i vacanzieri che attraversano la Germania lungo l'asse Nord-Sud. Meglio, con l'ausilio di un navigatore abilitato agli aggiornamenti del traffico, essere pronti a deviazioni sulle statali, molto più panoramiche. Scelta sicuramente da preferire intorno all'ora di pranzo e la sera, per trovare un posto tranquillo dove passare la notte.
Lungo la strada mi sento di consigliare un paio di opzioni, a seconda della zona dove arriverete nel tardo pomeriggio, anche se noi, nell'estate del 2019, ci saremmo fermati sul Lago di Costanza a fare il bagno, tanto era l'afa.

Ravensburg

Area Attrezzata in posizione defilata rispetto alla cittadina medioevale, famosa per la produzione di Puzzle. Il centro si raggiunge comunque a piedi. Tranquilla, a pagamento, possibile solo tramite monete, al momento della nostra visita; il lettore della carta di credito non funzionava. Scarico gratuito, elettricità ed acqua a pagamento.

Rothenburg

Area Attrezzata suddivisa in due zone. Vicino al centro storico, a pagamento. Scarico gratuito, carico ed elettricità (non in tutte le piazzole/stalli) a pagamento extra.

Walsrode

Grande area di Parcheggio adiacente al parco ornitologico. Tranquilla, gratuita, su erba, con alberi che potrebbero creare problemi a veicoli mansardati o particolarmente alti. Scarico gratuito, acqua a pagamento (1€/35L circa), ma colonnina vetusta e trascurata. Al momento della nostra visita lo scarico WC era inagibile.

Schleswig

Parcheggio gratuito sul mare, in parte su asfalto/lastricato, in parte su prato. Ottima soluzione se l'Area di Sosta al porto fosse completa. Nessun servizio.

Flensburg

Prima di entrare in territorio danese, qualunque sia stato il vostro viaggio di avvicinamento, conviene fare una sosta per svuotare i serbatoi, rifornirsi di acqua potabile e, fatto un check dei prezzi, eventualmente anche gasolio presso il parcheggio del grande centro commerciale. Se capitate non di domenica, potreste anche acquistare presso il vicino negozio fornitissimo, qualsiasi accessorio da campeggio abbiate dimenticato a casa.
Tonder_Mogeltonder

Il Viaggio

Non avendo pianificato granché e non avendo esigenze particolari, ma solo un elenco di posti o monumenti da visitare, abbiamo scelto di iniziare la scoperta della Danimarca dallo Jylland, percorrendo l'isola-penisola in senso orario. Sapevamo sin da subito che molto probabilmente non saremmo arrivati a Copenhagen, ed infatti così è stato, prediligendo le mete meno frequentate, turisticamente parlando. Considerando poi che le scuole riaprono verso la metà di agosto, speravamo di trovare man mano meno gente in giro, ed infatti così è stato. Vediamo ora quali sono state le principali tappe e cosa abbiamo trovato..

Jylland Meridionale

Appena superato il confine, sono due le soste che catturano l'attenzione del viaggiatore:

Tønder

Un delizioso paesino con antiche case con il tetto a graticcio, un vero bijoux. Vale al pena passeggiare tra le stradine a ridosso della via principale, tra i cespugli di rose che adornano le case, nella zona di Uldgade. Da non perdere, vicino alla piazza principale, la vecchia farmacia oramai trasformata in un negozio di souvenir, casalinghi, rigattiere.

Det Gamle Apotek
Østergade 1
orari: 10-17.30, lun-ven; fino alle 16 sab-dom.

Da non perdere anche Uldgade, una di quelle tipiche viuzze acciottolate con la case decorate da cespugli di rose, ed Kristkirken, la chiesa del XVI sec. le cui decorazioni interne vennero sovvenzionate dai mercanti dell'epoca.
Se poi capitate di martedì o venerdì, a Torvet si tiene un mercato di prodotti tipici locali: Ottima fonte di frutta e verdura freschi.

Møgeltønder

Un altro paesino splendido. Più piccolo del precedente, il paese si sviluppa lungo una strada acciottolata, che volenti o nolenti, da qualsiasi parte arriviate, metterà a dura prova il contenuto dei vostri cassetti… Anche qui, casette caratteristiche, ed una chiesa spettacolare, la Mogeltonder Kirke, circondata da un giardino-cimitero molto curato e particolare. Un accogliente e Caffè-Bistrot ed un un rigattiere completano l'offerta per il turista. Entrambi offrono comode soluzioni per il parcheggio, sia per il camerista di passaggio, che per chi voglia fermarsi anche per la notte.

Rømø

Route_402_The_Commander_and_The_Whale
un'isola collegata alla terraferma da una strada rialzata di circa 10Km. Ottime un paio di Aree Attrezzate, una adiacente all'altra, con le piazzole sistemate su diverse file interno a dei laghetti artificiali. Un paio di supermercati, uno lungo la strada, uno raggiungibile a piedi od in bici, risolvono i problemi di frutta e verdura freschi durante la sosta.
Da qui si può o girare l'isola per poi tornare la sera nella propria piazzola, o girarla in MTB come abbiamo fatto noi. Due le spiagge carrabili, Sønderstrand, più votata allo sport, con kart a vela, e Lakolk Strand, dove i turisti arrivano con il proprio mezzo a ridosso del mare, e si sistemano con tavolini, sedie e ripari dal vento per passare al giornata in spiaggia tra relax e bagni. Questi ultimi non impossibili anche per noi, abituati a temperature più miti. Dei vari percorsi, noi abbiamo scelto il seguente:

Panorama Route 402 (The Commander and the Whale)

Trovato su internet, ma all'ufficio turistico alla fine del ponte distribuiscono opuscoli gratuiti. Il percorso segue il perimetro dell'isola in parte su ciclabili, in parte su strade forestali in mezzo alle pinete ed alle brughiere. Necessaria una bici con ruote tassellate.
The_Commander_and_The_Whale
Lunghezza: 39 Km
Tempo: 3h
Percorso: 50% ciclabile dedicata; 50% sterrato.
Due i centri abitati che si incontrato, Lakolk, dal quale conviene fare una deviazione per raggiungere la spiaggia e provare l'ebrezza di un bagno nel mare del nord, e Havneby, piccolo porto peschiero sul lato meridionale, dove merita una sosta culinaria il:

Otto & Ani's Fisk
Pescheria (10-18) e Bistrot (11-1930)
Havnepladsen 4, 6792 Rømø
Il consiglio è almeno di provare un paio di varietà di pesce affumicato, o i gamberetti di Rømø.

Ribe

Dotata di un comodo parcheggio con sosta massima di 48h, rappresenta un'altra meta molto gettonata, essendo la cittadina più antica della Danimarca. Per la visita della città, simpatica la possibilità, alle 20.00 (ed anche alle 22.00 in estate) di partecipare al giro di ronda per le strade di Ribe. Un figurante in costume vi porterà in giro per le viuzze della cittadina raccontandovene la storia e curiosi aneddoti. In danese ed inglese, gratuita, la partenza è davanti all'ufficio del turismo, nella piazza della cattedrale. Per il resto merita poi anche una visita l'interno della cattedrale, e la salita sul campanile, 245 gradini di salute, dalla cui sommità si gode di una vista panoramica a 360° sui tetti del centro storico.
Se invece volete soddisfare l'anima sportiva che è in voi, potete seguire il:
Route_403_Vikings_and_the_Wadden_Sea


Panorama Route 403 (Vikings and the Wadden Sea)

Lunghezza: 28Km
Tempo: 1h40
Vikings_and_the_Wadden_Sea
Fondo: 80% asfalto, su ciclabile o stradine a bassissimo traffico; 20% strada sterrata.
Il giro vi porterà da Ribe alla diga sul mare, sfiorerà il la base da dove partono i TraktorBuss per l'isola di Mandø, ed ritorno, in uno scenario bucolico, tra dighe di bonifica, campi di mais e grano.

Da Ribe, proseguendo verso nord, si può cominciare a seguire l'itinerario Margherita, un percorso che circumnaviga su strade secondarie tutta la Danimarca, toccando le località turistiche più importanti. Inaugurato proprio dalla regina Margherita nel 1985, è ancora in auge tra i turisti danesi e non. Poco dopo Esbjerg, alla sua periferia occidentale, si incontra una inusuale scultura: Mennesket ved Havet (man meets the sea, l'uomo incontra il mare), quattro statue bianche difronte al mare, particolarmente fotogeniche se il tempo e la luce vi saranno benevoli.

Jylland Centrale (Costa Occidentale)

Poco dopo si incontra il primo faro di questa vacanza, il Blåvandshuk Fyr. La visita ed i suoi 177 gradini, sono il preludio ottimale della successiva spiaggia di Børmose, che molti considerano come ancora più bella di quelle di Rømø. In effetti è meno affollata, con la sabbia più bianca, ma con la stessa filosofia: si arriva con il mezzo sulla spiaggia, si sceglie un posto e ci si rilassa. Non è possibile pernottare, ma il campeggio li vicino, giusto dietro la duna, applica la tariffa QuickStop (Børmose Strand Camping). In teoria ci si potrebbe anche sgranchire le gambe con un altro percorso:

Panorama Route 405 (The North Sea Natural Park)

Di circa 25Km, promette panorama da favola, ma visto il tempo che volgeva al brutto, noi abbiamo proseguito fino al Faro di Lyngvig, per salire altri 220 gradini.
Circondato dalle dune dove crescono erica e rose selvatiche, merita fare una passeggiata fino al mare, per degli scorci da cartolina.
Per il pernottamento si può optare sia per il parcheggio del Faro di Lyngvig, che per la comoda Area di Sosta sul porto di Hvide Sande.
Faro_di_Lingvig

Ad Hvide Sand si incontra la prima di una lunga serie di Røgeri, i negozi che affumicano il pesce, e come scopriremo più avanti nel viaggio, anche altre cose. Questa si vanta di essere una delle più grandi della Danimarca, e potevamo non farci tentare? Favolosa. Impossibile scegliere cosa comprare avvolti da una miriade di profumi e filetti speziati, nonostante l'orario più d colazione che da aperitivo…

Hvide Sande Røgeri
Troldbjergvej 4
DK-6960 Hvide Sande
Tlf. +45 9731 1899

Vesterhavet

La strada prosegue verso nord costeggiando per un lungo tratto il mare, protetta da un alta serie di dune e affacciandosi ora su una pianura coltivata, ora su piccoli fiordi. Il tutto invoglia al procedere lento e curioso, e i sporadici parcheggi in corrispondenza degli accessi al mare stimolano la curiosità: dietro le dune spiagge interminabili e pressoché deserte si aprono alla vista del viaggiatore curioso. siamo nella regione del Vesterhavet, famosa per gli allevamenti ed i formaggi. Sosta strategica lungo il percorso il piccolo negozio a Fjaltrig Købmandsgaard che vende prodotti degli allevatori locali, tra cui il formaggio Vesterhavsost.

Fjaltring Købmandsgaard Aps
Vestermøllevej 15, 7620 Lemvig

Subito dopo si arriva al Bovbjerg Fyr, il faro di Bovbjerg. In cima ad una scogliera, merita una visita e la salita dei molti gradini, per ammirare una vista a 360 gradi veramente suggestiva. Anche qui le possibilità sia di escursioni in bici sia di trekking non mancano:

Panorama Route 409 (Sky, Sea and Art)

Proseguendo ancora verso nord, la maggior parte dei viaggiatori prende il traghetto a Thyborøn, mentre, se volete uscire dagli schemi, è preferibile percorrere in senso orario il Nissum Bredning, una specie di fiordo.
Costeggiando il mare interno si incontrano un paio di paesini, tra cui Lemvig, che meritano una sosta per passeggiare e fare la spesa, di pesce affumicato o delle frittelle di pesce appena sfornate magari, prima di raggiungere Struer, per passare la notte.

Castello di Spøttrup

Continuando a fare il giro del fiordo, seguire a tratti il percorso Margherita permette di sedersi appieno il territorio, lontano dai percorsi più turistici. Anche il Castello di Spøttrup, adagiato sul fianco del fiordo, non attira molti turisti, nonostante sia uno dei meglio conservati di tuta al Danimarca. Conclusa la visita, ed una rilassante passeggiata nei dintorni per trovare lo scatto migliore, si può proseguire riprendendo la statale 545 in direzione ovest subito dopo il ponte della "26". Il percorso si snoda tra campi di grano ed orzo, in un continuo saliscendi molto diverso dalla piatta pianura incontrata finora. Si traghetta a Ness Sun, per 150DKK, con battello che fa la spola ogni 20' fino alle 1830. Di li al Parco Nazionale del Thy, ed al Faro di Lodbjerg il percorso è breve.
Panorama_from_Lodbjerg_Fyr

Jylland Settentrionale

Superato il traghetto, qualunque sia stata la vostra scelta, siamo nel Parco Nazionale del Thy, e se il tempo sarà stato vostro complice, con una bella giornata di sole merita di essere esplorato in bicicletta:

Panorama Route 410 (Experience the Forces of Nature)

Experience_The_Foprces_of_Nature
Lunghezza: 43Km
Tempo di percorrenza: 2h45'
Fondo: 50% asfalto, su stradine di campagna a basso traffico; 50% carrarecce sterrate e ciclabile dedicata su fondo compatto.

Il percorso attraversa tutto il parco nazionale del Thy alternando scorci di campi coltivati di mais, grano a parti immerse in una foresta di abeti e lecci. Consigliato percorrerlo in senso orario, in maniera tale da avere il leggero vantaggio del falsopiano quando si pedala controvento. Bello anche il tratto intorno alla laguna, lasciato il paesino di Agger, che conclude la nostra escursione.

Proseguendo poi verso nord, fermiamo nel paesino di Norre Vørupar, molto noto tra i surfisti, e meritevole di due passi. Qui non esiste un porto, ed i pescherecci vengono tirati in secca sulla spiaggia. Ci sono due pescherie, che hanno anche il pesce affumicato. A noi è piaciuta di più quella piccola e defilata, nel violetto alla destra della piazza:
Boats_on_the_Shore

Vorupør Røgeri
Vesterhavsgade 184, 7700 Thisted
Tel. +4596199192

Vigsø Strand

Non è solamente un ottimo punto per fermarsi la notte in una zona isolata e selvaggia, magari scegliendo la parte più lontana dalle altre, ma è anche un'ottima occasione per esplorare in completa autonomia ii resti di una batteria tedesca oramai inghiottita dal mare. Qui l'erosione del mare ha fatto sì che i 14 bunker più grandi siano ormai mezzi sommersi dal mare.
Lasciata la spiaggia si può continuare seguire il Percorso Margherita e non la strada più diretta fino a alla località di Rødhus. Qui si può entrare in spiaggia direttamente con il camper, e proseguire lungo le dune su una pista identificata da paline, mappata addirittura sul navigatore. Un esperienza da fare. Complice la bella giornata di sole, ci si può anche attardare passando una giornata a godersi il tiepido sole in pieno stile danese. Al momento di riprendere il cammino, basta proseguire ed uscire in uno degli accessi alla spiaggia che ad intervalli regolari si affacciano tra le dune. Unico accorgimento è cercare di evitare i corsi d'acqua che se reggono una vettura, potrebbero non essere così compatti sotto il peso di un camper, come subito dopo Blokhus, per esempio, ma dipende molto anche dalla stagione.
Panorama_Ridbjerg
La località che si incontra successivamente, Lokken, non entusiasma particolarmente, se paragonata a quanto incontrato finora, meglio Norre Voruper, ma il Faro insabbiato di Ridbjerg Knude è un altra di quelle soste da non perdere. La passeggiata dal parcheggio alla scogliera offre scorci da cartolina specialmente nel pomeriggio, complice un sole che volge al tramonto. Per la notte, preferibile spostarsi poco più a Nord, nell'abitato di Lønstrup, su un parcheggio a picco sul mare dove una volta c'era la Chiesa di Mårup.
Hirtshals_Panorama

Hirtshals e Skagen (Grennen)

L'ultimo tratto di costa fino all'incrocio dei due mari è anch'esso pieno di sorprese. Prima Hirtshals, piccolo paesino di pescatori, crocevia di viaggiatori che si imbarcano per l'Islanda. L'atmosfera di confine si respira, aleggia nell'aria e nelle strade dove capita di vedere mezzi 4x4 e furgoni camperizzati all'estremo. Chi è solo di passaggio, può fermarsi per pranzo nella pescheria del porto:

Hirtshals Fiskehus
Sydvestkajen 7
9850 Hirtshals
tel. 40554355

Vale la pena assaggiare uno dei piatti caratteristici danesi, lo Stjerneskud, un mix di pesce e verdura con un paio di sogliole impanate, gamberetti, salmone affumicato e filetto di aringa adagiato su un crostone di pane. Il tutto innaffiato da ottima birra.
Da non perdere anche il faro che si incontra poco prima di entrare in città l'Hirtshals Fyr. In cima alle dune, vale anche qui la pena passeggiare tra le dune dove si possono ancora visitare sparpagliati i bunker risalenti alla seconda guerra mondiale.
Di li a Skagen, o meglio il parcheggio alla punta all'estremo nord, a Grennen, manca davvero poco. Conviene visitare prima il Faro di Skagen (con annessa caffetteria-bar dove si comprano i biglietti per salire in cima), e spostarsi poi al parcheggio per fare una passeggiata fino al punto dove i due mari si incontrano: 3km solo andata, una botta di vita. In realtà ci sarebbe anche il traktorbus modello Fåno, ma non ne vale la pena: la passeggiata lungo la costa è facile, bella ed il tempo passa davvero in fretta.
Il pernotto nel parcheggio dei camper, stranamente non affollato, si paga ad ore: 11DKK tranne che dalle 18-09; per la notte sono altri 150DKK; come in tutto il resto di Skagen, anche al porto, per esempio, altra possibilità di sosta per i camper, pagabili sempre alla macchinetta dopo le 18.
Skagen_Fyr_and_Town
Il paese di Skagen merita sicuramente una visita. Tipiche le case gialle, con i tetti in regole rosse e lo steccato bianco. Il porto brulica di turisti in che si affollano sui ristorantini del lungomare, così come le vie del centro. Da non perdere una visita combinata a due dei musei della città per rendersi conto del movimento di pittori, poeti ed altri artisti danesi che alla fine dell'800 avevano eletto Skagen come loro metà preferita, inizialmente d'estate e poi tutto l'anno.

Skagen Museums
Brøndumsvej 4
orario 10-17

Archer Hus
Markvej 2
orario 11-17

Pausa pranzo conviene consumarla in uno dei ristoranti sul porto. Non sono economici, ma non si può andare via senza assaggiare i famosi gamberetti, di Skagen, appunto.

Skagen Fiskerestaurant
Fiskehuskajen 13
tel. 98443544
Scegliete il posto davanti alle barche ormeggiate, oppure nelle sale interne con il pavimento di sabbia, e godetevi la vita, Hygge style..

Sempre nelle vicinanze di Skagen, c'è un'altro monumento da visitare, la chiesa sepolta della sabbia.

Den Tilsandede Kirke (La Chiesa Sepolta dalla Sabbia)
Suscita reazioni opposte: chi ne è affascinato, chi la reputa non meritevole di una visita, o inferiore ad altri monumenti incontrati finora. Costruita nel XIV sec. fu abbandonata nel corso del seicento perché per entrare gli abitanti erano già costretti a scavare. Poi demolita, oggi rimane in piedi solo il campanile, ma è comunque visitabile.
Ormai abbiamo circumnavigato l'estrema punta della Danimarca, e quindi da adesso in poi costeggeremo il Mar. Baltico verso Sud.
Nel piccolo porticciolo di Strandby, ci si può fermare per una notte tranquilla, ed approfittare della lavatrice per un bucato.

Jylland Centro-Orientale


Parco Nazionale del Rebild Bakker

Una vera mecca per escursionisti, amanti della MTB e della vita all'aria aperta, offre un occasione per immergersi nella natura che non sia la costa, e conoscere una parte della Danimarca poco battuta dai turisti. Numerose le escursioni sia di trekking puro, con vari percorsi e varie lunghezze, che di MTB, con due percorsi, uno facile ed uno intermedio. Il centro informazioni più comodo è quello proprio di Rebild, con un comodo parcheggio da usare come base di partenza e per la sosta notturna. Merita visitare almeno la collina coperta di erica selvaggia e la foresta dei Troll, seguendo le indicazioni e prendendo una delle cartine gratuite in distribuzione negli uffici del parco.
Rebild_Visitors_Center_Panorama
Conviene dedicare una mezza giornata ad una delle escursioni. Non essendoci un unico percorso che fa il caso nostro, ce se ne può creare uno su misura: una prima metà nella foresta dei troll, ed il belvedere dal quale si spazia su gran parte dei dintorni e sulle colline difronte ricoperte di erica viola: il Trollsvagen; in certi punti il muschio ricopre veramente tutto, rocce e fusti degli alberi, e si respira un'atmosfera di altri tempi. Usciti dalla foresta, il percorso dopo aver attraversato un campo di vacche ed un guado sul torrente riprende sull'altro versante, in mezzo all'erica e superando una fonte naturale dalla quale tutti attingono acqua al passaggio. Di li al parcheggio il cammino è breve, anche se in salita.
Il tempo qui è mutevole, e basta poco che una giornata di sole si trasformi improvvisamente in pioggia scrosciante, con i sentieri trasformati in ruscelli, quindi attenzione al meteo, e partite preparati con l'anti-pioggia.

Lungo la strada, ci si può fermare al Lindholm Høje, sempre seguendo il percorso Margherita, il luogo di sepoltura con 700 tombe vichinghe sparpagliate su di una collina, raffigurate sul terreno con delle pietre disposte a forma di nave, o dalla forma circolare.

Lindholm Høje
Vendilavej, Nørresundby.

Mariagerfjord

L'area al porto turistico rappresenta un'ottima base di partenza per un giro di una giornata in battello e bici per esplorare il Fiordo. Se volete, l'area di sosta autostradale tra le uscite 31 e 32 per svuotare i serbatoi e caricare l'acqua, passando per Hobro, permette di arrivare pronti in piena autonomia.

Mariagerfjord Route 32

fullsizeoutput_2f7b
Lunghezza: 45Km
Percorrenza: 3h
Percorso: 90% asfalto, tutto su strade locali a bassa percorrenza o ciclabile; 10% sterrato carrabile.
Il giro in bici impegna quasi tutta una giornata. Non tanto per il tempo, ma per gli orari del traghetto che effettua giusto un paio di corse al giorno. Conviene controllare la sera prima gli orari al pannello informativo al molo. Ci si imbarca alle 1015 su un battello a ruote, modello Mississipi, e si copre sul fiordo il primo tratto fino a Bramslev Bakker. Sbarcati in un anonimo e pericolante molo, si prosegue a destra e si incontra subito una salita che ci mostra quello che sarà il percorso. Scordatevi la pianura dei percorsi precedenti, quello di oggi è falsa pianura, inframmezzata da un saliscendi qua e là, giusto per rompere la monotonia. Si passa dai campi di orzo a quelli di mais, a pascoli e tratti con miriadi di abeti in coltivazione, ad isolati ed inaspettati tratti in mezzo alla foresta: ce n'è per tutti i gusti. Più o meno a metà percorso, merita una sosta ristoratrice una caffetteria ad Hadsund, fronte il fiordo e alla destra del ponte mobile che attraverserete per cominciare il rientro. Anche la cittadina di Mariager, che si fregia del titolo di città slow, merita una sosta a fine giro: nella piazza acciottolata centrale, una gelateria è il giusto coronamento di una bella pedalata.

La Penisola di Fornaes

Proseguendo il nostro viaggio verso sud, si incontra una delle meglio conservate fattorie fortificate, molto diffuse in tutta la Danimarca: il castello di Gammel Estrup. Sorte tutte intorno al XVI Sec. sono composte da un nucleo centrale fortificato, con annessa fattoria. In questo caso il maniero è circondato da un fossato, con un giardino rinascimentale ed annesso un museo dell'agricoltura danese. Il tempo vola attraversando le stanze al primo e secondo piano, le prime dedicate all'800, le seconde al '900, che illustrano usi e consuetudini della nobiltà dell'epoca.
Terminata la visita si può riprendere il percorso Margherita per fare il giro della piccola penisola. Incontriamo prima Bønnerup, dove si può acquistare ancora dell'ottimo pesce affumicato alla Møllefisk & Havnes Røgeri, proprio sul porto.
Jylland_Centrale
Di li al faro di Fornaes il tragitto è breve. Non visitabile, offrirebbe anche un parcheggio adiacente in riva al mare per una sosta ai confini del mondo, con la promessa di albe spettacolari. In alternativa, seguendo la costa, si può raggiungere il comodo porto turistico di Ebeltoft.
Ultima tappa delle penisola il faro (Fyr) di Sletterhage. Situato alla fine della piccola propaggine di Helgenaes, rappresenta uno spunto per fare belle e rilassanti passeggiate in un contesto naturale incontaminato.

Aarhus

non entusiasma per carattere, ma è sicuramente da non perdere per una delle migliori attrazioni di questa vacanza, il

Den Gamle By
Viborgvej 2
orario 10-17

Un museo vivente a cielo aperto dove sono stati trasportati interi isolati o palazzi da tutta la Danimarca. Originali nelle forme e negli interni, molti ospitano ancora attività, e danno l'idea di come si vivesse all'epoca di Andersen nelle varie province della Danimarca. In continua evoluzione, le parti più recenti riproducono interi quartieri fino agli anni '70. All'interno ci sono vari spazi per mangiare, quindi il consiglio è di arrivare presto la mattina, e portarsi un pranzo al sacco per tutta la famiglia. I parcheggi intorno sono tutti con il disco orario, non dimenticatelo.

Jelling

Altra tappa proseguendo verso sud, è una tranquilla cittadina famosa per essere stata ai tempi della dominazione vichinga la sede del re Gorm il Vecchio. Molto conosciuto tra i danesi, oggi non rimane che una chiesa, la Jelling Kirke, e le due famose pietre runiche, posizionati davanti all'ingresso.

Billund & Legoland

Non importa se viaggiate con dei bambini, o soli con il bambino che alberga n voi, visitare la Danimarca non può prescindere una visita a Legoland. Con il secondo aeroporto della nazione, che collega con voli diretti tutte le principali città europee, Billund è tutto quello che non avete trovato finora lungo il vostro viaggio. Scordatevi quindi economiche e selvagge soste in ambienti incontaminati, qui, se non volete finire in campeggio, si cerca la "meno peggio". I parcheggi del parco non permettono la sosta notturna, quindi le alternative sono proprio poche.
Tra queste il parcheggio, senza servizi, dell'ippodromo rappresenta un'ottima soluzione. Il parco tematico si raggiunge a piedi con una breve passeggiata. Conviene fare il biglietto su internet, anche la sera prima, per risparmiare una coda imprevedibile al mattino. Arrivando la sera in "perlustrazione" a biglietterie chiuse, si può comunque entrare nel negozio. Ve lo consiglio per girare in tranquillità tra gli scaffali, ed evitare un'altro sovraffollamento a fine giornata, quando viene preso d'assalto dalla miriade di turisti in uscita.
Il resto è divertimento. Portatevi una cerata/giacca impermeabile, ne avrete bisogno anche in giornate si sole, fidatevi.
Castello_di_Kolding
Lasciato il parco divertimenti, rimane solo un'ultima attrazione prima di passare sull'isola di Fyn: il Castello di Kolding. Distrutto da un incendio alla fine dell'800 e ricostruito all'inizio del '900 in stile moderno Danese, è un'affascinante frammistione e integrazione tra vecchio e nuovo. Mantiene lo scheletro in muratura originale, ed integra con soluzioni moderne in legno il concetto dei tre piani originali.
L'area di sosta alla Marina di Kolding, permette di arrivare la sera prima e godersi la visita alla città in tranquillità.

Isola di Fyn

Faro_di_Strib
Il lento avvicinarsi ad Odense, la principale città nonché capoluogo dell'isola, può essere fatto passando per il piccolo Faro di Strib, non visitabile, ma con una graziosa area picnic vicino e una spiaggia che invita ad essere percorsa a piedi. I tavolini vista fiordo invitano ad un pranzo, prima di ripartire lungo la costa, alla ricerca di una sosta strategica per visitare la città il giorno seguente: la si può trovare a Klintebjerg, dove c'è un piccolo e tranquillo punto sosta gratuito con bagni annessi.

Odense

E' un incubo se non si gira in bicicletta: lavori in corso più un rimodernamento di tutta la zona centrale rendono caotica la ricerca di un posto, anche perché tutti i parcheggi sono in zona disco, max 1 o 2 ore, e non sempre intuibili. Conviene parcheggiare nel posteggio del Radissons. Centralissimo, avvicinandosi alla sbarra questa si apre, si pagano poi 50DKK presso la reception dell'albergo fornendo al targa del mezzo: semplice e salutare.. visto il tempo che ci vuole a fare il giro di tutti i luoghi di Andersen, ne vale assolutamente la pena. Prima di iniziare il tour a piedi conviene andare al Museo di Andersen per acquistare il biglietto cumulativo di 5 soste in città, perché non si può fare in uno dei vari monumenti.
A parte La Casa di Andersen, e la Casa dove è nato, conviene vedere la cattedrale, ed il museo Møntergården, dove un intero isolato dell'Odense del 1500 è stato riunito e risistemato.
Mentre passeghiate per il centro, se siete appassionati di birra potete fermarvi per uno spuntino al micro-birrificio locale:

Bryggeriet Flakhaven
tel. 66220399
Flakhaven 2, all'angolo del municipio.

Mentre camminate per i vicoli del centro, fermatevi invece, nel particolarissimo negozio-rigattiere:

Kramboden
Nedergade 24
Un'originale casa di mercanti sin dal XVI secolo, ospita questo negozio che sembra più un un museo, con il vantaggio che potete acquistare tutto quello che vedete.

Penisola dello Hindsholm

L'area di sosta di Kerteminde, è un'ottima base per esplorare la piccola penisola, lontana da qualsiasi flusso turistico. Il mezzo ideale, viste le piccole e solitari stradine sarebbe la bicicletta; bisogna fare i conti con il mutevole clima danese, però.
Sia che siate fortunati o anche solo comodi, un'altra tipica Røgeri non potete mancarla. Si trova ad un paio di Km verso Måle, in una casa della tipica campagna di Fyn, con il tetto a graticcio, un pergolato con l'affumicatoio, e sul retro un piccolo orto con tanto di vigneto personale. Il proprietario, manco a dirlo innamorato dell'Italia, della sua cucina e non solo, affumica personalmente sia salmone che manzo, petto d'oca, tacchino e pancetta. Conviene assaggiare prima, e poi decidersi. Attenzione che non sono accettate carte di credito, ma solo contanti.

Røgeri Hindsholm
tel. 66112563
apertura 10-16 da mercoledì alla domenica
si effettua servizio Trattoria, a pranzo, 12-16 dal giovedì alla domenica.
Viking_Boat
Prima di lasciare la penisola conviene passare per Dalby, ed il museo vichingo, il Vikingmuseet, dove c'e l'unica nave vichinga sotterrata in una tomba a tumulo della Danimarca. Dal museo si scendere il promontorio verso il mare, una volta arrivati al tumulo si preme un pulsante, e si entra nella tomba... Poco più avanti, al molo, c'è una ricostruzione della nave ormeggiata nel fiordo.

Spostandosi verso il centro dell'isola, si incontra il Castello di Nyborg, o quello che ne rimane, nell'omonima cittadina. Ancora sottoposto a restauro, che dovrebbe completarsi nel 2023, al momento non è visitabile, ma vale la pena passeggiare intorno al laghetto che occupa il vecchio fossato, circondato da case a graticcio, e salire sui terrapieni dove una volta c'erano i bastioni per un punto di vista diverso.
Se siete appassionati di birra, e ad Odense non avete avuto modo di gustare, o l'avete fatto e vi è piaciuta, al birra prodotta in uno dei pochi micro-birrifici di Fyn, potete passare al:
Fyn_Brewery

Midtfyns Bryghus
Industrivej 11-13
5792 Årslev
Tel. +45 63 90 88 80
E-mail: info@midtfyns-bryghus.dk

Gestito da un simpatico americano trapiantato in Danimarca, anche capitando a sorpresa, è facile che sia lui od il mastro birraio vi facciamo visitare il piccolo birrificio e descrivano i tipi di birra in produzione e cosa le abbiano ispirate. Il tutto si potrebbe anche concludere con una degustazione improvvisata.

L'isola di Fyn apparentemente potrebbe sembrare piccola da visitare, ma in realtà è densa di luoghi da vedere, che sono anche omogeneamente distribuiti sul territorio. Rimane quindi al singolo il compito di tracciare un itinerario che li tocchi tutti quanti, giocando con le possibilità di sosta e di carico/scarico. All'estremità sud-ovest, il piccolo faro (Fyr) di Helnaes, è una di queste. Purtroppo non visitabile ma lungo al costa, fronte mare, sulla piccola scogliera: ha tuttte le caratteristiche per trovare l'inquadratura migliore. Li vicino, un piccolo Dolmen aspetta il piccolo Indiana Jones che sta dentro di voi, per altre foto, ammesso che riusciate a trovarlo. Per la sosta il piccolo e tranquillo porticciolo di Haarby offre tramonti e la possibilità di un aperitivo fronte mare. Si trova sulla strada litoranea, qualche chilometro prima del faro.
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Castello di Egeskov

E' un parco divertimenti più che un castello visitabile. Il maniero in se per se ha tutti gli ingredienti per valere una visita e per piacere: perfettamente originale, con un bel fossato pieno d'acqua, un contorno di prati che offrono molti scorci fotogenici. Ma è tutto quello che c'e intorno che li realtà è la vera attrazione per grandi e piccini. Considerate almeno 5 ore per visitarlo tutto: quindi portatevi da mangiare, una vera cesta da picnic, che potrete consumare in degli spazi messi a disposizione.
Castle_Egeskov
Altrimenti potrete sempre comprare il cibo in loco, ma il consiglio è quello di passare una giornata tipica danese: tovaglia a fiori, vaschette con il cibo già preparato, bicchieri rigorosamente di vetro, e buon vino (o birra). Divertente il labirinto, per niente ovvio, e le innumerevoli esposizioni: macchine e mito d'epoca, abiti sartoriali, aerei, una piccola storia dei pompieri danesi, un percorso soprelevato su ponte di corde, vari giochi per i più piccoli, un piccolo vivaio. Ce n'è per tutti i gusti.

Isola di Langeland

L'isola si presta ad un paio di giorni di visita. Stretta e lunga, con stradine a basso traffico, sarebbe preferibile visitarla attraverso le ciclabili che l'attraversano, il percorso 80 e 81. Le possibilità di sosta non mancano, tra queste, Bagenkop, a sud, con una area sosta nella parte retrostante il piccolo porto turistico, con il quale ne condivide i servizi, e Lohals, all'estremo nord, che ha sia un'area attrezzata che un parcheggio senza servizi, fruibile anche la notte.

Dovns Klint

(Scogliere di) All'estremo sud dell'isola, meritano una visita ed una passeggiata lungo uno dei 3 percorsi tematici della zona. Gli opuscoli si trovano in delle cassette metalliche disseminate qua e là ai limiti del parcheggio. Il più affascinante è quello che dopo aver attraversato la piccola macchia sbuca sulla spiaggia di ciottoli, e la segue tra il mare a la laguna, fino al faro di Keldsnor (non visitabile).

Dovns_Klint

Langelandsfort

E' un museo ricavato da una serie di postazioni costruite dopo la fine della seconda guerra mondiale, e mantenuto per tutta la guerra fredda. Ognuno dei sei bunker è stato ristrutturato ed ospita una mostra a tema. Conclude la visita un sommergibile, un battello anti-sommergibile ed un paio di caccia dell'epoca sistemati i degli hangar. Interessante anche perché offre una prospettiva storica diversa, di quello che era la percezione nell'Europa del Nord.

Langeland Route 80 & 81

Langeland
Lunghezza: 38Km
Tempo: 2h30'
Percorso: 80% asfaltato, 20% su strade di campagna.
Il piccolo porticciolo di Lohals ha una gelateria che torna utile alla fine del giro in bici e una pescheria-friggitoria. Da qui si può seguire l'itinerario 81 verso sud, per poi tagliare l'isola quando si comincia ad essere stanchi, e riprendere il percorso 80 verso nord sull'altro versate. Il percorso ci permette di scoprire l'isola, tra campi coltivati o appena mietuti, allevamenti di bestiame ed un piccolo pezzo in una foresta. Partire da Lohals con il vento che spirava da SO ci ha permesso di fare tutta l'andata più o meno controvento, per poi fare la seconda meta, quando la stanchezza potrebbe cominciare a farsi sentire, con un piccolo aiutino... Il dislivello è stato quello dei soliti saliscendi danesi.

Æro

E' una di quelle mete assolutamente al di fuori dai principali flussi turistici, ma un concentrato di cultura e tradizioni danesi. Da sola varrebbe il viaggio, ma nonostante tutto, sono pochi i turisti che decidono di includerla nel loro itinerario. Ci sono due imbarchi per raggiungere l'isola di Æro. Svendborg e Faborg. Vedendo la Langeland il primo è quello più comodo. Il prezzo è lo stesso per entrambi, e comprende il biglietto di ritorno per qualsiasi destinazione, quindi anche Fynshavn, che è quello che serve a noi per cominciare a rientrare in Italia. Attenzione agli orari, e a prenotare in anticipo specie se vi trovate a viaggiare nel fine settimana.

Svendborg

Al porto c'è un utilissimo ufficio informazioni che ha una miriade di depliant di tutta la Danimarca, e di Ærø in particolare. Conviene prendere quello gratuito "Hiking & Cycling Map Ærø" se si ha l'intenzione di percorrere qualche pezzettino dell'isola a piedi o in bicicletta. La traversata dura 45' ed è tranquillissima. A bordo tutti si portano ceste con panini e pesce affumicato o comprano qualcosa al self-service.

Æroskøbing

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E' la il primo impatto con la tranquillità che aleggia sull'isola. Un comodo parcheggio sulla destra del molo permette di visitare la cittadina e fare la spesa nel supermercato adiacente. La sera il comune organizza anche qui come a Ribe la visita notturna con il giro di ronda, il mercoledì in inglese. Non manca anche il pesce affumicato, gamberetti e merluzzo tra le specialità locali:

Æroskøbing Røgeri
Ærøskøbing Havn 15 -17
Tel. +45 62 52 40 07

Fatte provviste di cibo, l'isola offre anche la possibilità di soddisfare la sete. Il micro-birrificio locale rappresenta un'altra tappa obbligata per completare le provviste per un paio di giorni in piena autonomia:

Rise Bryggeri
Vandværksvej 5
5970 Ærøskøbing
Tlf.: 62521132
risebryggeri@risebryggeri.dk

Anche quest'isola si presta ad essere visitata in bicicletta. Principalmente in piano, le uniche alture sono sulla dorsale interna, che bisogna per forza attraversare per spezzare il periplo in due. Varie anche se non tantissime le possibilità di sosta, un paio veramente in solitaria e con panorami spettacolari. Una di queste sono le scogliere di Voderup, ottima base di partenza per il primo giro dell'isola in bici.

Ærøskøbing il Sud

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Lunghezza: 44Km
Tempo: 3h
Percorso: 80% asfaltato su strade secondarie senza traffico, 20% su strade di campagna sterrate.
Si inizia seguendo la Route 91 & 92 fino ad Ærøskøbing, e poi il N8 fino al bivio per Vindeballe ove si devia a sinistra per tagliare l'isola e tornare al punto di partenza.
Conviene scegliere il senso di percorrenza con un occhio al meteo, il vento può essere veramente fastidioso quando si è stanchi, e con una giornata di pedalata già nelle gambe. Percorrendo il tragitto in senso antiorario, si pedala senza difficoltà fino a Marstal, aiutati dal vento a favore e dal fatto di essere partiti in quota. A Marstal bisogna deviare dal percorso se si vuole visitare il paesino, e subito dopo, a Ommel, le casette dei pescatori sul mare: seguire le indicazioni per il pinto di ristoro-picnic con i bagni pubblici in Klevenvej. Da qui la pedalata si fa più faticosa per il vento che ora soffia contrario, fino a Æroskøbing. Il paesino merita essere girato con calma se non l'avete fatto arrivati con il traghetto. Un paio di musei, quello navale, dove i bambini si possono cimentare nei lavori, e quello Hammerichs Hus, in una casa tutta sbilenca, che raccoglie oggetti d'antiquariato. Per il lato gastronomico, in piazza trovate una gelateria, per ristorarvi della fatica fatta finora.
Proseguendo altra deviazione meritano le casette dei pescatori in fondo alla baia, a Vestre Strandvej, un altra ottima soluzione per la sosta, alcune delle quali risalenti ai primi del '900. Ripreso il percorso, ora segnalato come N8, lo si segue per poco, prima di lasciarlo seguendo le indicazioni per Vindeballe che in un paio di km di salita, fanno attraversare l'isola per poi arrivare poco dopo al punto di partenza.

Søby

All'estremo nord dell'isola, rappresenta un'altra soluzione per la sosta. Si può parcheggiare sia nel parcheggio attrezzato, a pagamento, che in fondo al paese, nel parcheggio oltre la marina, sulla piccola spiaggia, che al rientro da un giro in bici appare ancora più allettante. Questo è anche il punto di imbarco se si desidera tornare verso la terraferma, a Fynshavn. L'ultimo traghetto parte alle 18.30. Unico traghetto elettrico per capacità ed autonomia, fa tre corse al giorno A/R dalla durata ci circa 1h.

Ærøskøbing il Nord

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Lunghezza: 31 Km
Tempo: 2h10'
Percorso: 80% asfaltato su strade secondarie senza traffico, 20% su strade di campagna sterrate.
Iniziando sempre in senso antiorario, si segue la costa e la scogliera leggermente entroterra fino alle scogliere di Voderup, e la strada già fatta ieri, che con i suoi 3km di discesa questa volta, assume un tono molto più rilassante. Raggiunta la costa nord dell'isola il percorso ci riporta indietro verso ovest, con una serie di saliscendi, alcuni dei quali su sterrato reso poco compatto dai trattori di passaggio, che ci impegnano più del previsto. Ottimi in compenso i panorami e le possibilità di sosta per consumare il pranzo al sacco.
Rientrati alla base, il tempo di una doccia magari preceduta da un bagno rinfrescante nella spiaggia adiacente al porto, e si è pronti per imbarcarsi.

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Faro di Kegnæs

Una volta sbarcati, è ultima tappa in terra danese. Il parcheggio tra il mare e la laguna offre un tramonto spettacolare, ed è strategico per fare una passeggiata sulla spiaggia l'indomani mattina, e due foto al faro, che non è visitabile.

Qui si conclude la vacanza in terra danese. Il viaggio di rientro sarà intervallato da rallentamenti più o meno significativi sulle autostrade tedesche tant'è che in qualche caso conviene uscire per le più lente ma panoramiche statali. Sicuramente per i pranzi e per passare la notte.

Note


  • In genere laddove il campeggio è vietato, lo è nel senso che non si possono piantare tende, aprire il tendalino e cosi via, ne più ne meno come in Italia. Quindi laddove si trovi solo il divieto no-camping, si può pernottare a patto di rispettare le regole.
  • Dove c'è il divieto no-overnight, generalmente seguito dall'orario tra parentesi, es. (21-06), allora non si può sostare proprio nell'orario indicato.
  • Se è vero che molti parcheggi hanno i servizi igienici adiacenti, è anche vero che in molti di questi cominciano a comparire divieti espliciti a non scaricare la cassetta del camper, ma di rivolgersi al camping più vicino, indicato sempre nel divieto.
  • Ma è anche vero che molti camping non fanno usufruire dei servizi se non si pernotta, anche pagando l'equivalente. Invece di incaponirsi, conoscendo l'autonomia del proprio mezzo, consiglio invece di organizzarsi per passare la notte in una struttura a fine tappa, magari usufruendo della formula QuickSop: si entra dopo le 20, e si deve ripartire prima delle 10 del giorno seguente, ad un prezzo scontato.
  • Se si ha intenzione di fare un percorso o escursione in bici, conviene organizzarsi per arrivare sul posto la sera, pernottare, ed effettuarlo di mattina, visto che il tempo tende poi a cambiare dopo pranzo.
  • La maggior parte dei siti citati o ai quali si rimanda sono in lingua inglese, se non disponibili a volte solo in danese ed al limite in tedesco. Per capirci qualcosa conviene, piuttosto che lasciar perdere, ricorrere al servizio traduzioni di Google Translate. Fantasioso a volte, ma meglio di niente, che permette di tradurre direttamente tutto il sito, oltre che le singole frasi.
  • Ultima cosa, gli orari. La maggior parte delle attrazioni ed i negozi, chiudono alle 17, per cui a volte, arrivando dopo tale orario, si è costretti a rimanere in loco fino al giorno successivo. Tramontando il sole molto tardi, il tempo può essere impiegato per esplorare i dintorni o fare rilassanti passeggiate.